Lettera a Mamme e Papà
Una bellissima lettera scritta dalla psicoterapeuta Laura Pavan  🙂

Lettera a Mamme e Papà

Di questi tempi, dove tanto è accaduto e tanto si è parlato, ci siamo accorti di quanto i bambini,i nostri bambini siano stati “dimenticati”, non so se siano stati proprio dimenticati, alla fine li abbiamo potuti proteggere, tenere al sicuro, garantendo loro dove possibile contatti virtuali con l’esterno, insomma si fa con quello che si ha e con le risorse possibili.                                      Però, alla lunga, forse è vero che un po’ dimenticati lo sono, in questo loro lamentarsi silenzioso, non possono dire la loro, sfogarsi sui social (e menomale), confrontarsi con l’amico o il vicino di casa sulla situazione, cercare notizie, scegliere quale sia il rappresentate più attendibile a livello di informazione, riscoprire hobby dimenticati, fare quello che non potevano fare nella vita frenetica di prima, uscire seppur poco solo per andare al lavoro, riflettere sulla questione esistenziale di senso, tanto in voga oggi… i nostri bambini hanno accettato, hanno “subito”, hanno in silenzio integrato dentro di loro un cambiamento repentino di vita.
Li avevamo lasciati con il vestito di Carnevale appeso, pronto da indossare per i carri, con i coriandoli già tra le mani e tanta voglia di fare festa, ce lo ricordiamo vero quel giorno, quei giorni?
Poi le scuole hanno chiuso, gli asili non sono più ripartiti e tra didattica a distanza e tutorial di lavoretti (apprezzatissimi perché per i bambini è fondamentale poter tenere un filo di presenza con le loro figure di riferimento) ma da un giorno all’altro stop, basta, a casa!
Ed ecco forse è qui che è iniziato il loro “lamento silenzioso”, dove non hanno potuto dire la loro se non adeguandosi, non senza fatica, ma hanno scelto di guardare il lato positivo. Mamma e papà più tempo a casa, un po’ più di tv rispetto al solito, qualche concessione che prima era davvero difficile ottenere, qualche regola che, per la sopravvivenza di tutti, talvolta salta, comprensibilmente.
E i bambini lì, in questo poco che era loro concesso, hanno trovato il loro tesoro. D’altronde parliamo di piccole persone che vedono un tesoro in un sasso trovato nel bosco o sulla spiaggia e che lo conservano come fosse un cimelio, quindi a chi, se non a loro, riesce bene il trasformare il poco in qualcosa di davvero prezioso? Ma per ogni bambino cosiddetto “dimenticato” ci sono dei genitori, che credo siano la parte dimenticata davvero. Mamme o papà che si ritrovano a fare gli insegnanti, gli educatori, gli istruttori, gli psicologi; ecco credo sia questa la vera fatica del momento: chiedere a un genitore di diventare qualcos’altro; e se ti lamenti o dici che sei stanco, o che non ti viene bene o che semplicemente non ne puoi più, ecco che non sei adeguato, non vai bene. Perché il figlio è di chi lo fa!
Ecco, no i figli non sono di chi li fa, i figli, i nostri figli sono della società, sono del mondo, delle esperienze che concediamo loro, delle possibilità che mettiamo nelle loro piccole mani (insieme ai tesori ritrovati nel bosco o sulla spiaggia) ed è per questo che i genitori oggi devono sentirsi legittimati alla stanchezza, oggi più che mai, legittimati all’insicurezza, legittimati alla fatica della complessità richiesta loro.
Credo che mai come in questo momento, le mamme e i papà stiano facendo del loro meglio, per tenere insieme, per preoccuparsi in silenzio, per disegnare arcobaleni ai quali non credono sempre così tanto; ma tra una preoccupazione e l’altra cercano di dare ai loro figli qualcosa di prezioso.
Spero che questo momento serva nel futuro, anche a ricordarci quanto i genitori vadano accompagnati, aiutati, supportati, rinforzati, presi per mano. Spero in un’ancor più ampia apertura verso il supporto alle famiglie da parte di Scuole e Istituzioni e spero che anche i genitori, a loro volta, abbiano imparato l’importanza del farsi accompagnare, aiutare e rinforzare.
E quando proprio ci prende lo sconforto chiediamo ai nostri figli se nelle loro piccole mani, piene di tesori, ne hanno qualcuno da poterci regalare, per trovare le risorse che loro, ancora una volta, ci hanno dimostrato di avere più di ognuno di noi

Leave a comment